I cambiamenti climatici determinarono la scomparsa dell’uomo di Neanderthal?

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Un recente studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences rilancia l’ipotesi secondo cui l’uomo di Neanderthal, estintosi circa 30mila-40mila anni fa (poco dopo l’arrivo dell’homo sapiens in Europa), sia scomparso a causa dei bruschi cambiamenti climatici occorsi in quegli anni.

In particolare è l’analisi di alcune stalagmiti (che forniscono informazioni preziose sulle variazioni climatiche nella preistoria) in Romania a suggerire che proprio nel periodo in cui l’uomo neandertaliano si è estinto la Terra ha vissuto lunghi periodi di freddo estremo seguiti da altrettante migliaia di anni caratterizzati dalla siccità. Durante questi anni sono praticamente assenti reperti archeologici in cui l’uomo di Neanderthal è protagonista.

La domanda che ora un po’ tutti si pongono è il motivo per cui l‘homo sapiens, invece, è riuscito a sopravvivere. L’ipotesi più plausibile è che la sua dieta più variegata (anche vegetali e pesce) abbia favorito il suo sostentamento; l’uomo di Neanderthal, invece, basava la sua alimentazione sulla carne e sulla caccia, con selvaggina che in quei 10mila anni sarebbe inevitabilmente scarseggiata.