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Investigazione sul CV: come le aziende si tutelano con le nuove assunzioni

Assumere una nuova persona in azienda è un momento di gioia ma anche un rischio. Oggi il colloquio di lavoro è un momento utile a chiarire la propensione al lavoro e le competenze teoriche di un candidato ma è uno strumento molto ristretto per capire davvero se chi abbiamo davanti abbia realmente buone intensioni.

Perché indagare sul curriculum vitae di un candidato?

Capita molto più spesso di quanto si creda che le persone mentano durante il colloquio, portando informazioni non veritiere sul Curriculum Vitae che un datore di lavoro ha tutto il diritto di controllare. Sono ormai tantissimi gli imprenditori che contattano l’agenzia di investigazione di fiducia proprio per svolgere questo genere di indagini e per capire se chi hanno davanti racconta la verità o ha dichiarato una serie di informazioni false.

L’investigatore privato non lavora solo per i casi di infedeltà coniugale ma offre tutta una serie di servizi alle aziende e, tra questi, vi è il controllo dei curricula che i candidati presentano per essere assunti. Si tratta di un servizio essenziale per il datore di lavoro perché gli consente di scegliere candidati validi e meritevoli al posto di chi millanta titoli, qualifiche e background che non possiede.

Quello che potrebbe sembrare uno strumento di controllo maniacale, in realtà, è un investimento di cui il datore di lavoro ha tutto il diritto dal momento che decide di inserire una nuova risorsa di cui vorrebbe fidarsi. Queste indagini, inoltre, premiano i candidati onesti e meritevoli e danno maggior spazio alla trasparenza a scapito di chi mente o truffa per ottenere successo e realizzazione.

Come avviene il controllo dei curricula?

Il sistema di controllo è piuttosto semplice per un’agenzia di investigazioni esperta. Innanzitutto occorre precisare che l’inserimento di dati falsi è perseguibile penalmente e civilmente per cui è sempre preferibile dire la verità. Il curriculum è lo strumento con il quale la persona descrive le proprie abilità personali e lavorative e, di norma, tendiamo a fidarci senza andare a fondo.

In realtà l’investigatore ha il compito di controllare dato per dato le dichiarazioni del candidato a partire dalla reale esistenza dei titoli di studio per passare ai posti precedenti, ammesso che esistano e che siano confutabili.

L’investigazione serve ad appurare la veridicità delle informazioni dichiarate dal candidato senza violare la sua privacy e, quindi, senza commettere alcun illecito. Si tratta di un’attività completamente legale di cui il datore di lavoro ha pieno diritto sia per tutelare la sua azienda che per favorire i candidati realmente meritevoli. 7

Quali informazioni vengono verificate?

Tutto può essere oggetto di controlli. Si parte dall’identità per poi passare al passato formativo e ai precedenti impieghi. Vengono analizzate le qualifiche e i titoli professionali riportati così come la veridicità delle referenze presenti sul documento. L’investigatore può controllare anche la corrispondenza del domicilio e della residenza o andare alla ricerca di notizie sul candidato e sulla sua reputazione sul mercato o sull’ambito lavorativo per il quale si candida.

Infine si possono trarre informazioni anche dai social e condurre verifiche a livello internazionale se il ruolo e il livello richiedono una tale premura prima di procedere all’inserimento del candidato in azienda.

Qualsiasi informazione concorre alla qualifica di un candidato valido e affidabile purché si tratti di indagini condotte per fini aziendali e non di certo personali.

Giulia D'Ambrosio

Sono laureata in Scienze naturali e appunto la scienza è la mia passione. Seguo il mondo della tecnologia e quotidianamente mi informo sulle notizie del settore. Non mi perdo nessuna news sul mondo scientifico e tecnologico.
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